Barcellona: La Marijuana oggi arriva a domicilio, si può ordinare su internet. Ecco cosa succede

La marijuana oggi si puo’ acquistare a Barcelona senza alzarsi dal sofa’.

Basta avere una connessione a Internet, selezionare sul web la varieta’ che si preferisce, e in un’ora e mezza un corriere la consegnera’ a domicilio.

Cannabis Social Club

La “vacatio legis” grazie alla quale esistono i club di fumatori, si e’ trasformata, soprattutto nella capitale catalana, in una autentica babele in cui ogni club interpreta la legge a proprio modo.
Esempi come quello del club Stash (mettere da parte), che distribuisce la droga esclusivamente mediante invii a domicilio e non dispone di un luogo dove i soci possano consumare, da’ molto fastidio ad altri tipi di associazioni che funzionano realmente con coltivazioni fatte tra i soci e dove, praticamente, tutti i soci si conoscono fra di loro.
Nel web di Stash, dove ci si puo’ registrare semplicemente fornendo il nome di un altro socio -anche se questo non lo ha autorizzato-, si possono scegliere cinque tipi di marijuana, due di hashish oltre alla pasta di cannabis. I prezzi oscillano tra i 6 e 12 euro per l’erba, mentre l’hashish arriva anche a 25 euro al grammo. La spedizione e’ gratuita e viene richiesto solo un piccolo costo rispetto alla distanza dove deve essere fatta la consegna. Per le destinazioni nel centro citta’, viene chiesto un acquisto minimo di 20 euro, che aumenta fino a 100 in virtu’ della distanza. La maggior parte spedizioni viene effettuata con l’uso di una bicicletta, le piu’ lontane con la moto o il metro’.
“La mancanza di iniziativa da parte dei politici fa si’ che siamo noi stessi che ci autoregolamentiamo”, dice Jaume Xaus, portavoce della Federación de Asociaciones Cannábicas de Cataluña (Catfac). “Noi sono tre anni che stiamo comunicando alle autorita’ l’apertura di club con scopi commerciali, ma comunque speriamo che arrivi la promessa regolamentazione”.
Nel giro di 90 minuti da quando e’ stato fatto l’ordine, un giovane straniero di circa 25 anni chiama al citofono del palazzo dove e’ stata richiesta la consegna. “Sono dello Stash club” dice in inglese al citofono. Arriva indossando uno zaino ed entra in casa. Una volta controllato che i dati del compratore corrispondono con quelli del socio che ha fatto l’ordine, apre una tasca interna allo zaino dove c’e’ una busta con la marijuana. “Che cosa succede se ti beccano per strada?”, gli chiede il giornalista. “Dico che e’ mia, non succede niente in questi casi in Spagna”, risponde il corriere, che e’ gia’ da tre mesi che fa questo lavoro.
Sia i giuristi consultati come il portavoce della Catfac, sono d’accordo che questa attivita’ e’ illegale, poiche’ la cannabis non e’ distribuita nei locali privati dell’associazione e la distribuzione nei luoghi pubblici e’ sanzionata per legge. Secondo i giuristi si potrebbe supporre un reato contro la salute pubblica, cosi’ come previsto dal codice penale. Xaus sostiene che il medesimo problema lo hanno le associazioni nel momento in cui trasportano la marijuana da dove e’ coltivata fino ai loro locali. Per cui la collettivita’ “cannabica” ha sollecitato che, nel dibattito che cominciera’ in Parlamento dopo l’estate, si regolamenti il trasporto a domicilio come una pratica legale.
“Alcuni a Barcelona si stanno facendo carico del lavoro che abbiamo portato avanti durante molti anni”, dice il presidente di un piccolo club di 200 soci che preferisce non dire il proprio nome. “La quantita’ di giovani turisti che vengono in citta’ ha fatto si che molte persone vedono la marijuana come una gallina che fa le uova d’oro”, aggiunge.
Dopo che lo scorso lunedi’ i Mossos (corpi speciali di polizia) hanno chiuso a Barcelona il primo club che vendeva marijuana a turisti, tanti polici, coltivatori e presidenti di associazioni sono d’accordo sul fatto che urge porre ordine nella matgeria. “Ho bisogno di sapere se il mio lavoro e’ legale o meno”, dice una ragazza che guadagna 50 euro al giorni dispensando cannabis ai soci di un club del quartiere Gràcia.

(articolo di Pol Pareja, pubblicato sul quotidiano El Pais del 14/06/2014)
Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su: droghe.aduc.it

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